ROM ITALIANE “piacere Sarah: 9 figli e 17 nipoti”

Ho voluto scrivere un libro sulle rom perchè, nonostante i casi di cronaca, i tentativi di schedatura ed altre recenti misure allo studio, mi ha sempre affascinato la loro cultura. Tralasciando l’aspetto romantico (musica, libertà, filmografia, esoterismo), che pure è ben conservato in occasioni (i matrimoni, le loro feste e il raduno internazionale a cui ho preso parte in Provenza), ho adottato un punto di vista laico, come impone la mia professione. Il libro è sulle rom, perchè ho incontrato solo donne che – fra loro – si sono distinite per aver cercato una via di fuga dall’accattonaggio e dai matrimoni forzati e dal vivere ai margini. Ho scoperto donne lottare per ritagliarsi uno spazio di vita civile aprendo attività professionali lecite, celare la loro origine pur di ottenere lavoro (visti i pregiudizi che le accompagnano) battersi per avere una casa e mandare i figli a scuola e – nella propria comunità – separarsi da mariti violenti, esigere di usare contraccettivi e vestire all’occidentale. Noi giornalisti ci troviamo a riportare notizie relative a famiglie tipo Casamonica, Spada e clan collegati coinvolti in efferati crimini. Fatto salvo il diritto di cronaca, una realtà positiva – se c’è – va illuminata, e resa nota. Questo libro rientra coerentemente nell’intento del progetto ‘Illuminiamo le periferie’ che ha visto il dialogo a più riprese di noi giornalisti e comunità scolastiche in zone periferiche della Capitale ad alta densità di rom. Per rimuovere stereotipi duri a morire, bisogna – obiettivamente – comunicare non solo la cronaca nera che investe un gruppo sociale, ma anche le sue cose positive. Emergere dall’illegalità ed esigere un riconoscimento sociale significa dare un contributo alla crescita della civiltà odierna, posto che le diversità culturali non la dividono ma la arricchiscono.             M.Vittoria De Matteis

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