Omnia sunt communia: Sharitaly

Innovazione radicale nel pubblico, nel privato e nel terzo settore. Story telling delle esperienze sul territorio. Esplorazione di come – le potenzialità dello scambio orizzontale – tendano a ridisegnare le consuete asimmetrie di potere tra chi produce, distribuisce, consuma. Aumento della possibilità di ciascuno di assumere il ruolo che vuole sul mercato. Tutto questo è Sharitaly. Non più dall’alto al basso, ma abilitazione delle persone a fare. In breve: non solo più consumatori ma cittadini attivi, non più clienti ma membri. Dopo Parigi (Ouishare) e Barcellona, appuntamento imperdibile, quello del 9 e 10 novembre a Milano, nella cornice dell’ex Ansaldo, per chi studia – o pratica – l’economia condivisa. Se la società retta sulla logica del profitto crea inquinamento, frustrazioni e solitudine, allora spazio a servizi ad alta intensità relazionale. Cambio paradigma culturale di governante, quindi: da divisione ad aggregazione, da competizione a cooperazione. ‘Fiducia come moneta di scambio’, è lo slogan dell’appuntamento internazionale, dove il linguaggio sarà ‘accedere senza possedere, delivery on demand, banca del tempo, coworking e fablab’. Oltre alla mappatura delle piattaforme italiane stilata da Collaboriamo.org, si affronterà il problema di accountability, cioè ‘chi rende conto a chi’. Previste molte sessioni tematiche per grandi aziende e start up, e una full immersion nel ‘fare’ economia collaborativa, con lavoratori e workshop mirati per ogni target. Elemento comune alle esperienze positive raccontate è il ruolo fondamentale delle relazioni fra cittadini, in rete con le amministrazioni. Nella due giorni si valuterà quanto – questo nuovo paradigma economico – oltre ad avere impatti positivi sulla coesione sociale, crei posti di lavoro. O se, per registrare un reale crescita, si debbano includere piattaforme molto finanzializzate (investimenti per imprenditori).  Molte le grandi aziende che si stanno appropriando delle logiche della ‘condivisione’, a cominciare dal settore delle app e dei videogiochi: Apple Store e Vodafone, con la sua Wi-Fi Community che permetterebbe di utilizzare la rete wireless degli altri aderenti all’iniziativa secondo logiche di reciprocità, Widiba che costruisce la propria gamma di servizi attraverso iniziative di crowdfunding, o Unicredit, che sta ridefinendo la propria organizzazione e i propri processi lavorativi in chiave ‘smart & share’. Ciò si traduce anche in maggiori opportunità per le start up di intercettare possibili rapporti di collaborazione con i grossi player di mercato, sulla scorta di esempi sempre più riconoscibili: è il caso di Mercedes che attraverso il programma ‘ME’ potenzia il proprio servizio di auto sfruttando la collaborazione con servizi come Car2go o Moovel, oppure di casi di partnership come quelle tra Venpa e Gnammo, Intesa e AirBnB, Telecom e Starteed. La Pubblica Amministrazione punta sullo sharing non solo per ripensare la propria mobilità ma anche per pianificare e co-progettare spazi e infrastrutture, o mutare la relazione con i propri cittadini: da esperienze come quella dei community planner, al baratto amministrativo fino a quelle più social e interattive come “Fix my street” o “Decoro Urbano”. Quest’anno, infine, lancia un’ importante novità per le iniziative no profit: lo Sharitaly Awards. I vincitori potranno passare un mese all’interno degli spazi di Talent Garden Milano, un network di esperti internazionali del settore. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Omnia-sunt-communia-Sharitaly-c37b9ed7-ac00-4ee8-8406-8a62f7c7bfd5.html

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