Non solo assistenzialismo per i senza fissa dimora

Laboratori di ciclo turismo, teatro e un giornale di strada – ‘Piazza Grande’ – che da più di 20 anni rende protagonisti soggetti invisibili, mai quotati nel mercato delle relazioni sociali. Un luogo virtuale, di self help in cui i cittadini svantaggiati (non solo senza tetto) si organizzano per risolvere i propri problemi, per mettere assieme capacità e idee, per costruire occasioni di reddito, per affrontare il problema dell’ abitazione, per migliorare le prestazione dei servizi della città e per autogestirsi.

“Mi comunico guardando negli occhi della gente e cercando la loro felicità, la loro disperazione che è la mia” diceva Lucio Dalla, che nei senza tetto rivedeva se stesso in gioventù, quando non aveva soldi, e ogni anno partecipava attivamente ad una grande cena con tutti loro, in un locale della sua città. E da tempo ‘Piazza Grande’ – l’associazione bolognese dal nome di un suo noto successo fondata da persone senza fissa dimora – fornisce avvocati, psicologi, affitti e attività ricreative ai cosiddetti ‘clochard’, ovvero a chi – per motivi disparati – si ritrova senza riferimenti, alloggiativi e non solo. Da un’indagine Istat, in Italia è di 45.000 la stima delle persone che versano in uno stato di povertà estrema. Un dato importante, che corrisponde allo 0,2% della popolazione. Quattro persone senza dimora su dieci sono italiane. In particolare, coloro che non hanno una casa dove tornare sono soprattutto uomini (87 per cento) con meno di 45 anni (57,9 per cento) e vivono al Nord (58,5 per cento). Perdita del lavoro o separazione del coniuge sono le cause più comuni. Ma quello dell’homelessness non è un fenomeno facilmente categorizzabile: solo il lavoro sul campo e il contatto con le singole persone assicura che gli esiti siano efficaci. Il volontariato, in questo, fa la sua parte: come il capillare servizio Sasfid della Cri, per citarne uno, che porta coperte, generi di conforto e sostegno morale ai ‘barboni’ di tutt’Italia. Lavorando in strada, nelle mense e nei dormitori, ci si è però accorti che gestire l’emergenza non aiutava le persone ad uscire dalla vita in strada. Obiettivo ambizioso: portarli tutti a vivere in una casa vera. La casa è solo l’inizio, la sfida è aiutare le persone ad uscire dalla condizione di povertà. Ecco che ragazzi con caratteristiche casacche gialle distribuiscono il primo giornale di strada dal nome ‘Piazza Grande’, vendendone circa 3000 copie al mese. La testata ha tenuto anche dei laboratori di giornalismo sociale, rendendo protagonisti da più di 20 anni soggetti invisibili, mai quotati nel mercato delle relazioni pubbliche: luogo virtuale di self help in cui i cittadini svantaggiati – non solo senza tetto – si organizzano per risolvere i propri problemi, per mettere assieme capacità e idee, per costruire occasioni di reddito, per affrontare il problema dell’abitazione, per migliorare le prestazione dei servizi della città e per autogestirsi. Scritto, redatto e diffuso da persone senza fissa dimora, che potevano così intraprendere percorsi di recupero basati sulla logica – innovativa per gli inizi degli anni ’90 – dell’empowerment e dell’aiuto di tipo non assistenziale. Come l’officina mobile di riparazioni biciclette autogestita Demetra Social Bike dove, valorizzando il lavoro artigianale e la trasmissione del mestiere antico, si contribuisce anche a favorire l’uso di un mezzo ecologico in città. O i laboratori teatrali, come lo spettacolo ‘Se non fosse per te’ in scena martedì 28 al teatro Brancaccio di Roma con attori d’eccezione – gli ospiti dei centri Caritas – per raccontare le tante forme d’amore che li vedono interpretare ruoli attoriali e autoriali (contribuiscono anche alla stesura del copione) rappresentando sul palcoscenico le loro esperienze: c’è chi ha trascorso metà della vita alla ricerca del padre, chi darebbe la vita per un figlio, chi -grazie ad un libro- ha superato una grave crisi: un’ occasione di riscatto dall’isolamento per chi, nella quotidianità, è invisibile.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Non-solo-assistenzialismo-per-i-fissa-dimora-d275b479-3b7b-4625-99fa-85525f98c90b.ht

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