Moni Ovadia e l’integrazione in “Rotte mediterranee, racconti, musiche e canzoni”

Moni Ovadia, nello spettacolo che sta portando in giro per il Paese, conduce la platea attraverso le storie e gli aneddoti del Mediterraneo, vissuto non solo come luogo geografico ma un’atmosfera, un paesaggio. Tra i punti cardine del percorso narrato, “la ricchezza delle differenze”, sottolinea l’artista.

Il repertorio del drammaturgo è plurilingue, in cui spesso la stessa melodia accompagna testi in lingue diverse, o dove la stessa canzone si compone attraverso strofe in varie parlate. Si parte dall’Italia e si passa per la Spagna, il Nord Africa, la Grecia e si arriva ai Balcani, con sevdalinke bosniache (romanze sefardite) della tradizione orale e canti bulgari, ladini, turchi.

“La follia nazionalistica degli ultimi tempi sta ottusamente separando ciò che è unito per vocazione; le nostre canzoni provano a dimostrarlo”, dice Ovadia. “Quello che proponiamo sono le rotte della vicinanza, come il suono della chitarra battente di Seneca, singolo strumento che può essere fatto vibrare o viene pizzicato, creando ogni volta un suono diverso”. (Rainews pag 164 Cultura Televideo 10/12/2017)

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