Il cielo in una stanza

Esistono dei ‘luoghi della mente’ dove rifugiarsi, quando il caos cittadino è troppo: da secoli le popolazioni mediterranee si sono concesse lussi che oggi rivivono. Come camminare su un prato curatissimo e, improvvisamente, trovare una porta aperta che invita ad entrare in una stanza immaginaria. Oppure trovarsi ad un tratto in un ambiente fatto apposta per sognare, facendosi cullare da letti ‘a dondolo’ con soffici cuscini e morbide copertine. O, ancora, farsi sedurre dai percorsi sensoriali olfattivi, guidati da misteriosi effluvi (sublime uno denominato ‘velluto’) che – ad occhi chiusi – conducono indietro nel tempo, quando le abluzioni erano parte integrante della cultura antica.

Città eterna e cuore pulsante di arte e storia, Roma è la patria di un’antica tradizione di benessere basata sul concetto di spa, salus per aquam, che ha animato le antiche terme imperiali e che rivive oggi in un centro benessere vicino all’aeroporto di Fiumicino dove è possibile, per chi è di transito, rigenerarsi e vivere un soggiorno da sogno nel country chic hotel a 5 stelle. Salus per aquam, ovvero la filosofia della Roma imperiale rivive oggi i suoi antichi fasti: così come nelle Terme di Caracalla, di Diocleziano o di Traiano, viene riscaldata l’acqua della falda, portandola ad una temperatura di 37° per renderla più gradevole. Abbandonarsi all’otium dove l’acqua non è l’unico elemento in cui immergersi: il fascino della storia e l’incanto dell’Oasi di Porto si intrecciano per rendere l’esperienza di benessere indimenticabile. Una passeggiata nei giardini dalle siepi di rose bianche e di alti palmizi fa dimenticare di essere a mezz’ora dalla Capitale, Unico posto dove fare happy hour in accappatoio con vini e bio-prelibatezze da degustare alla tenue luce delle fiaccole. Ma un viaggio spazio-temporale lo si può compiere anche restando in città, dove in un centro benessere in stile marocchino si può perdere la cognizione delle ore che scorrono, credendo di stare in un riad a Rabat, più che in zona Vaticano dov’è situato. Accogliente e raccolto, giocato cromaticamente su tutti i toni del rosa mattone, con stoviglie, accessori e strumenti rigorosamente medio-orientali, consente di godere appieno dell’atmosfera rarefatta del primo hammam della capitale. E infine, ancora più in centro, un’elegantissima spa attaccata alla Stazione Termini: una raffinata oasi decò dove – fra colonnati, stucchi e pavimenti d’epoca e mentre risuonano nei saloni le note del pianoforte a coda, ci si abbandona ad una pausa di relax totalizzante e assoluta, pensando di essere negli anni ‘20.

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