Dai mondi paralleli ai buchi neri

Partendo dal famoso motto del 470 a.C. di Socrate “so di non sapere”, la decima edizione del Festival delle Scienze – da domani all’Auditorium Parco della Musica di Roma e fino al 25 gennaio – tratterà dell’ ignoto e dell’importanza del dubbio. ‘Non sapere’ è infatti il primo passo per intraprendere l’avventura della conoscenza: e la scienza altro non è che una sfida all’ ignoto. In tempi di grande crisi anche culturale, la rassegna vuole essere dunque ‘la celebrazione dell’incertezza’, da cui partire alla ricerca di nuove scoperte. Non in termini negativi, ma come capacità di restare dubbiosi, perché – come dice il fisico Stephen Hawking – “il più grande nemico della conoscenza non è l’ignoranza, ma l’illusione di sapere”. “Il Festival è un evento importante”, ha dichiarato durante la presentazione alla stampa dell’evento il sindaco Ignazio Marino, che sottolinea: “Per me la scienza è uno degli strumenti più utili alla qualità della vita. Se spiegata con semplicità, rende davvero affascinante tutto quello che ci circonda”. Quest’anno, ha poi ricordato il primo cittadino, “parallelamente all’inizio del Festival, abbiamo avviato una gara internazionale per la Città della Scienza a pochi metri dall’Auditorium, un passo in avanti importante per Roma. Così valorizziamo urbanisticamente aree destinate a usi militari, e di fatto abbandonate da tanti anni. Il tutto, in un percorso condiviso con il quartiere”. Molto ricco il programma: lectio magistralis, incontri, dibattiti, eventi per le scuole, mostre, exhibit e spettacoli con i grandi nomi della comunità scientifica italiana e internazionale. Ma anche con filosofi, storici della scienza, scrittori, giornalisti, esperti, che si chiedono che rapporto ci sia tra incertezza e caso, e cosa si nasconde in ciò che chiamiamo materia oscura o nei buchi neri, o come definire al meglio il concetto di infinito. Dopo l’inaugurazione – giovedì 22 gennaio alle 10.30 – alla quale prende parte anche il presidente dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) Giovanni Bignami, il fisico Carlo Rovelli – alle 18 in Sala Petrassi – terrà la lectio: La scienza ci dà certezze? Al Festival romano non poteva mancare un concerto/spettacolo come ‘Mare Ignotum’ e ‘La paura della paura’, in programma in Teatro Studio Borgna venerdì 23 gennaio alle 21, con la partecipazione di Maurizio Ferraris e interpretato da Patrizia Polia e dall’orchestra PMCE (Parco della Musica Contemporanea Ensemble) a cura di Oscar Pizzo. Dedicate alle scuole, invece, le iniziative patrocinate da Roma Capitale – Assessorato alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità nel laboratorio didattico ‘Chi ha paura del buio?’, a cura dell’INAF in collaborazione con l’Osservatorio Astronomico di Roma, in programma – al mattino – giovedì 22 e venerdì 23 gennaio. Inoltre, nel Foyer Petrassi l’exhibit ‘Indovina che?’, mentre nel Foyer Sinopoli ‘Tutto quello che non so’: un enorme exhibit multimediale e interattivo in cui basta scegliere un argomento per poter esplorare contenuti ed avventurarsi nel mistero. E, come sempre, i microfoni di Radio3 Scienza tornano all’Auditorium per dare voce ai protagonisti del Festival. “Bisogna smentire il falso mito secondo cui la scienza sia esatta – spiega il direttore scientifico del Festival Vittorio Bo – la scienza è sempre in continua evoluzione e pone sempre maggiori domande. Dell’ universo infatti conosciamo pochissimo, appena il 4%”. All’evento saranno presenti alcuni dei più importanti scienziati al mondo, come Melissa Franklin, direttore del dipartimento di fisica dell’Università Harvard, il matematico e divulgatore John Barrow, dell’Università di Cambridge, e il fisico italiano Carlo Rovelli, del Centro di Fisica teorica di Marsiglia. Con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare si affronteranno alcune delle più affascinanti questioni ancora aperte della fisica contemporanea con Fernando Ferroni, Antonio Masiero, Camilla Maiani e, in collegamento da Ginevra, la direttrice del Cern, Fabiola Gianotti. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Dai-mondi-paralleli-ai-buchi-neri-7e59b617-efb8-4c4e-b098-99a6a14afc3e.html

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