Cina: elezioni Miss Mondo con suspence

Non è sempre facile parlare di Human Right: ne parla la candidata miss mondo 2015, cinese ma naturalizzata in Canada, bloccata ad Hong Kong mentre era in viaggio per la Cina, per prendere parte – a Sanya – al concorso di Miss Mondo il 21 dicembre. Le autorità le avrebbero negato il visto in quanto attivista impegnata nel Falun Gong, pratica spirituale pacifica che sposta il centro dell’attenzione sulla persona chiedendo allo Stato cinese maggior rispetto e maggior libertà degli individui, ma considerata fuorilegge dalle autorità cinesi dal 1999 perchè “mina la sicurezza dello Stato”.

“E’ un onore incredibile rappresentare il mio Paese nel mondo. Mio padre non è mai stato così orgoglioso di me come ora, ma…”Anastasia Lin, miss mondo in Canada, è preoccupata per ciò che sta accadendo nel suo Paese d’origine, la Cina, dove si disputerà la gara finale per il concorso di bellezza mondiale. Figlia di una docente universitaria ed un uomo d’affari cinese, Lin vive in Canada dall’età di 13 anni. Le notizie della sua vittoria si sono diffuse rapidamente anche nella sua provincia di nascita, lo Hunan. “Tutti a congratularsi con mio padre, ma ora lui ha paura a parlarmi: poco dopo la mia incoronazione, ha iniziato a ricevere minacce dagli agenti di sicurezza cinesi solo perché io mi batto per la difesa dei diritti umani… Come attrice ho spesso assunto ruoli in produzioni televisive che fanno luce sulla corruzione ufficiale e la persecuzione religiosa in Cina. Mio padre ora, temendo per la sua vita e le sue imprese, mi ha chiesto di smettere di occuparmi di queste cose, – spiega Lin, parlando a nome della disciplina spirituale Falun Gong e di altri gruppi perseguitati in Cina – molti sostenitori dei diritti cinesi hanno avuto esperienze simili: anche dopo che emigrano in Occidente, il partito comunista utilizza i loro familiari in Cina come leva per intimidirli. In molti casi i membri della famiglia sono ‘invitati al tè’ dai membri della sicurezza, i quali poi rilasciano vaghe minacce di rappresaglie se i loro parenti all’estero non si allineano al loro volere. Metodo che ricorda come, durante le Rivoluzione Culturale, i bambini sono stati incoraggiati a denunciare i familiari. Alcuni cinesi hanno interiorizzato la lezione che non si deve parlare in modo critico del regime…” E conclude: “Se mi lascio intimidire, divento complice delle violazioni dei diritti umani in Cina. Il raggiungimento di un cambiamento positivo nel mondo comporta sacrifici e rischi: milioni di cittadini cinesi molto più coraggiosi di me, sono stati imprigionati, torturati e uccisi. Fu un colpo mortale quando mio padre mi ‘ messaggiò’ chiedendo il mio silenzio: viviamo tutti sotto la minaccia del regime cinese. Troppo facilmente si accetta questo tipo di coercizione come norma sociale, incolpando chi parla fuori piuttosto che coloro che usano i manganelli. Mi ha creato un conflitto interiore, tutto ciò, ma so che mio padre è più sicuro se è sotto l’attenzione internazionale che nelle ombre dell’autoritarismo”. Da quando è stata incoronata Miss Mondo in Canada, ha smesso di ricevere inviti a partecipare ad eventi cinesi insieme a leader della comunità che ha legami con il consolato cinese a Toronto.

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